Guida per genitori · Edizione 2026

Il regalo del
tempo.

Come costruire, in modo semplice e fiscalmente efficiente, un patrimonio previdenziale per i tuoi figli, partendo dal loro primo giorno di vita.

€10.800
versati nei primi 18 anni, appena 50 € al mese
oltre €200.000
valore potenziale a 67 anni. Il resto lo fa il tempo.*

Cosa diventa un piccolo versamento, lasciato lavorare

Ipotesi illustrativa: 50 € al mese dalla nascita ai 18 anni, poi capitale fermo fino ai 67. Rendimento medio 5% annuo. Valore non garantito.

00Introduzione

Il tempo è l'unico asset che non si può comprare

Nel dicembre 2020, sulle pagine di DealBook del New York Times, il gestore hedge Bill Ackman, fondatore di Pershing Square, lanciò una proposta che ha fatto discutere: assegnare a ogni bambino che nasce negli Stati Uniti un conto di investimento, alimentato una sola volta alla nascita, vincolato fino alla pensione e investito in un fondo indicizzato. La cifra che ha reso celebre l'idea è 7.000 dollari. Lasciati crescere per circa 65 anni a un rendimento medio dei mercati azionari, intorno all'8%, quel singolo versamento potrebbe diventare circa 1 milione di dollari a fine corsa.8

Non è un dettaglio da miliardari, ma una lezione sul valore del tempo. Non conta quanto versi, conta soprattutto quando cominci. L'idea ha continuato a farsi strada e nel 2026 il tema degli investment account alla nascita è arrivato fino al legislatore americano, con l'Invest America Act e i cosiddetti Trump Accounts.8 Non serve però aspettare una legge. In Italia esiste già uno strumento che permette a un genitore di fare esattamente questo per i propri figli, con vantaggi fiscali tra i più generosi dell'ordinamento. Si chiama fondo pensione, e questa guida ti spiega come usarlo, passo dopo passo.

Come leggere questa guida

Partiamo dalla testa, cioè da come prendiamo le decisioni con i soldi, e dalle fondamenta, cioè come organizzare la liquidità di famiglia. Poi entriamo nel cuore: il fondo pensione intestato ai figli, con la sua fiscalità, il peso della data di prima adesione e cosa potranno farne i tuoi figli da grandi. Nel capitolo 7 trovi tre famiglie tipo per riconoscere la tua situazione, e più avanti un simulatore interattivo per vedere con i tuoi numeri cosa succede se reinvesti ogni anno il risparmio fiscale.

Chi ti guida

Marco Alaimo, Consulente Finanziario

Marco Alaimo

Consulente Finanziario · Allianz Bank Financial Advisors

Affianco famiglie e privati nelle scelte di pianificazione finanziaria, previdenziale e patrimoniale, con un approccio concreto e trasparente. Sono Consulente Finanziario abilitato all'offerta fuori sede, iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari (OCF) con matricola n. 633306, e opero per conto di Allianz Bank Financial Advisors S.p.A.

Il mio percorso. Nel 2015, mentre prestavo servizio nell'Esercito, ho deciso di intraprendere un nuovo viaggio: studiare economia. Tra studio, lavoro e famiglia, che nel frattempo si arricchiva di una presenza preziosa, ho affrontato ogni ostacolo con determinazione. Nel 2018 ho superato l'esame OCF e sono diventato consulente finanziario, ma il percorso non si è fermato. Nel 2021 ho iniziato a lavorare in una grande banca, un'esperienza che mi ha aperto gli occhi sulle difficoltà di fidelizzare i clienti e di seguirli a 360 gradi nel loro percorso finanziario.

La mia grande ambizione, però, era un'altra: aiutare più persone possibile a proteggere il loro patrimonio e a pianificare il futuro. Così ho scelto di dedicarmi a questa missione, perché credo che ogni cliente meriti rispetto, ascolto e strategie fatte su misura. Le decisioni finanziarie migliori non sono quelle più complicate, ma quelle prese prima e con consapevolezza. Questa guida nasce proprio per aiutarti a fare, per i tuoi figli, una di quelle scelte.

01Le decisioni

Finanza comportamentale: perché rimandiamo, e come smettere

Prima ancora dei numeri, servono le persone. La finanza comportamentale studia gli errori sistematici che tutti commettiamo quando gestiamo il denaro. Non sono segno di poca intelligenza: sono scorciatoie mentali che il cervello usa per risparmiare energia, utili per sopravvivere nella savana, molto meno per pianificare a trent'anni di distanza. Conoscerle è il primo passo per neutralizzarle.

La leva pratica: trasformare la buona intenzione in un automatismo. Un versamento ricorrente e automatico su uno strumento vincolato aggira il present bias, sfrutta l'inerzia a tuo favore e toglie la decisione dalle mani della forza di volontà. Non devi essere disciplinato tutti i mesi: devi esserlo una volta sola, il giorno in cui lo imposti. Da lì in poi lavora il sistema, non la motivazione.

02Le fondamenta

Gestione della liquidità: prima la solidità, poi il futuro

Investire per i figli ha senso solo su fondamenta stabili. Destinare al lungo termine denaro che potrebbe servirti tra sei mesi è il modo più sicuro per essere costretto a disinvestire nel momento peggiore. Per questo, prima di pensare al fondo pensione, conviene mettere ordine nella liquidità di famiglia distinguendo con onestà ciò che è essenziale da ciò che è discrezionale, e assegnando a ogni obiettivo il contenitore giusto.

LivelloA cosa serveOrizzonteDove tenerlo
Spese essenzialiCasa, bollette, cibo, salute, rateMese per meseConto corrente
Fondo emergenzeImprevisti, perdita di redditoSempre prontoLiquidità o conto deposito
Obiettivi medio termineAuto, studi, progettiDa 5 a 10 anniPAC flessibile
Lungo termine dei figliPrevidenza, prima casa futuraOltre 15 anniFondo pensione

La regola pratica è una scala che si sale un gradino alla volta. Prima si costruisce il fondo emergenze, che vale da tre a sei mesi delle tue spese e ti mette al riparo dagli imprevisti. Poi si allocano gli obiettivi di medio termine. Solo la liquidità realmente non serviente, quella che puoi permetterti di non toccare per molti anni, va destinata al lungo termine. Il fondo pensione dei figli si nutre proprio di questa quarta fascia: piccole somme costanti, che non ti servono nell'immediato e che il tempo trasforma in qualcosa di grande.

"Paga prima i tuoi figli." Come conviene risparmiare all'inizio del mese e non con ciò che avanza, lo stesso vale qui. Imposta il versamento in automatico appena arriva lo stipendio. Ciò che non vedi sul conto non ti manca, ed è la forma di risparmio più indolore che esista.

03Il cuore della guida

Il fondo pensione per i figli: tre vantaggi in un solo strumento

Il fondo pensione è una forma di previdenza complementare: un contenitore in cui versi somme che vengono investite nei mercati e restituite, con i loro rendimenti, sotto forma di capitale o rendita. La grande sorpresa per molti genitori è che vi può aderire chiunque, anche chi non lavora, anche gli studenti e persino i minori. Per un figlio minorenne è il genitore, o chi ne ha la tutela, ad aprirlo e a versare, iscrivendolo come fiscalmente a carico.3

Perché proprio questo strumento, per un obiettivo che scade tra trenta o quarant'anni? Perché mette insieme un triplo vantaggio fiscale che nessun altro prodotto offre tutto in una volta.

1. Deducibilità dei versamenti

I contributi versati si deducono dal reddito complessivo di chi li versa, fino a 5.300 € l'anno a partire dal 2026, il tetto precedente era 5.164,57 €.2 Deduzione significa che l'importo abbassa il reddito su cui paghi le tasse: il risparmio reale è pari alla tua aliquota marginale IRPEF. È il vantaggio che il simulatore più avanti ti fa toccare con mano.

2. Tassazione agevolata dei rendimenti

Durante tutta la fase di accumulo i rendimenti del fondo sono tassati al 20%, e appena al 12,5% sulla quota investita in titoli di Stato, contro il 26% che colpisce la maggior parte degli altri investimenti finanziari.5 Meno tasse ogni anno significa più capitale che resta investito e continua a lavorare per i decenni successivi.

3. Tassazione minima alla fine

Sulla prestazione finale l'aliquota parte dal 15% e può scendere fino al 9%, un livello che nessun'altra forma di reddito raggiunge, dato che l'IRPEF ordinaria parte dal 23%.4 Il capitolo 5 spiega perché per un figlio iscritto da bambino quel 9% è praticamente certo.

E non finisce qui

  • Fuori dall'ISEE. La posizione maturata in fase di accumulo è esclusa dal patrimonio mobiliare ai fini ISEE, ne parliamo al capitolo 7.7
  • Protetto. Le somme accumulate godono di tutele di legge in termini di impignorabilità e insequestrabilità, entro i limiti previsti.
  • Trasmissibile. In caso di premorienza dell'aderente, la posizione può essere riscattata dagli eredi o dai beneficiari designati: il capitale non va mai perso.
  • Flessibile nei versamenti. Non sei obbligato a un importo fisso. Puoi versare quando vuoi, aumentare, ridurre o sospendere, adattando il piano alla vita reale della famiglia.

Un'avvertenza utile nella scelta del fondo: guarda sempre l'ISC, l'Indicatore Sintetico dei Costi, e la linea di investimento. Su un orizzonte di decenni una linea più azionaria è coerente con l'obiettivo, mentre costi elevati, anno dopo anno, erodono una parte importante del risultato.

04In pratica

Fiscalità e Modello 730: come recuperi davvero il vantaggio

Qui la parola chiave è una: deduzione, da non confondere con la detrazione. La detrazione taglia l'imposta di una percentuale fissa, di solito il 19%. La deduzione è più potente perché abbassa il reddito imponibile, cioè toglie i versamenti dalla fetta di reddito tassata con la tua aliquota più alta. Ecco perché il beneficio cresce con il reddito.

Il figlio è considerato fiscalmente a carico se ha un reddito complessivo non superiore a 4.000 € per gli under 24, oppure a 2.840,51 € oltre i 24 anni.3 Fino a quel momento, che per un bambino copre praticamente tutta l'infanzia e l'adolescenza, la deduzione dei contributi versati per lui spetta a te.

L'ordine di priorità, da ricordare

La deduzione segue una precedenza precisa:3

  • Prima al titolare della posizione, cioè il figlio, se ha un reddito IRPEF capiente da cui dedurre.
  • Poi al genitore che lo ha a carico, per la parte che il figlio non ha potuto dedurre. Con un bambino senza redditi, la deduzione è interamente tua.

Dove si indica in dichiarazione

I contributi si riportano tra gli oneri deducibili: nel quadro E del Modello 730 oppure nel quadro RP del Modello Redditi PF. Attenzione a un passaggio spesso dimenticato: se versi per un familiare a carico devi comunicarlo al fondo entro i termini previsti. Senza questa comunicazione la quota non dedotta rischia di essere tassata di nuovo al momento della prestazione, facendoti perdere il vantaggio due volte.

Un esempio concreto

Genitore con aliquota marginale al 33% che versa 1.200 € l'anno sul fondo pensione del figlio:

396 € di IRPEF risparmiata ogni anno

Il 33% di 1.200 € fa 396 €. In pratica lo Stato cofinanzia quasi un terzo del versamento, che di fatto ti costa 804 € netti. Su 18 anni parliamo di oltre 7.100 € di sole imposte risparmiate, che più avanti proveremo a reinvestire.

05Il fattore decisivo

La data di prima adesione: perché nascere "iscritti" è un vantaggio

Questo è il punto in cui si capisce perché aprire un fondo pensione a un figlio da piccolo è così potente, e non è solo questione di capitale accumulato. L'aliquota sulla prestazione finale parte dal 15% e si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al minimo del 9% raggiunto a 35 anni di adesione.4

Il cronometro parte dalla data di prima adesione, il giorno in cui si è entrati nel primo fondo pensione della vita, e questa anzianità si conserva anche cambiando fondo, perché trasferendo la posizione ci si porta dietro tutti gli anni già maturati. Un figlio iscritto da bambino arriva alla pensione con quaranta o più anni di anzianità alle spalle: per lui il 9% è di fatto garantito, mentre chi apre un fondo a cinquant'anni non riuscirà mai ad avvicinarlo.

Come scende l'aliquota con gli anni di adesione

Regola: 15% fisso fino al 15° anno, poi meno 0,30% per ogni anno dal 16°, con minimo 9% dal 35° anno, come previsto dall'art. 11, comma 6, D.Lgs. 252/2005. Si applica alla quota di prestazione maturata sui contributi dedotti.

C'è anche un vantaggio pratico legato all'anzianità: molte delle uscite anticipate, ad esempio quella per la prima casa, richiedono un minimo di otto anni di iscrizione. Un ragazzo iscritto da bambino avrà superato quella soglia da tempo già quando sarà un giovane adulto, come vediamo nel prossimo capitolo.

Chi aderisce presto non compra solo il tempo per far crescere il capitale: compra anche l'aliquota fiscale più bassa possibile sul risultato finale. Il doppio dividendo della prima adesione
06Da grandi

Cosa potranno fare i tuoi figli con questo capitale

Un timore comune è che il fondo pensione sia un salvadanaio sigillato per sessant'anni. Non è così. La legge prevede diverse uscite anticipate, pensate proprio per i momenti che contano nella vita di una persona.6

Il regalo ai figli è doppio. Da un lato ricevono un capitale e decenni di "anzianità di adesione" al fondo pensione già maturata, impossibile da recuperare più tardi. Dall'altro, forse la parte più preziosa, ereditano una cultura del risparmio: crescono sapendo che una parte del loro futuro è già stata messa da parte, e imparano sul campo cosa significa il risparmio e gli sforzi fatti dai genitori negli anni.

Nota fiscale: le anticipazioni per prima casa e per altre esigenze scontano una tassazione del 23%, mentre quelle per spese sanitarie seguono l'aliquota agevolata dal 9% al 15%. La liquidità, insomma, c'è quando serve davvero, ma il vero valore resta nel lasciarla crescere il più a lungo possibile.

07La tua situazione

Capienza fiscale, ISEE e tre famiglie tipo

Quanto vale davvero la deduzione per te

Il valore della deduzione dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF, cioè dall'aliquota che colpisce l'ultima fascia del tuo reddito. Dal 2026 gli scaglioni sono tre.1 Più alta è la tua aliquota, più ogni euro versato ti fa risparmiare.

Reddito imponibileAliquota 2026Risparmio su 1.000 € versati
fino a 28.000 €23%230 €
da 28.001 a 50.000 €33%330 €
oltre 50.000 €43%430 €

Capienza fiscale significa una cosa semplice: puoi sfruttare la deduzione solo fino a concorrenza dell'IRPEF che effettivamente devi. Chi ha un'imposta molto bassa o nulla, come un figlio senza redditi, non ha capienza, ed è esattamente per questo che la deduzione passa al genitore, che invece l'IRPEF la paga.

Tre famiglie, tre situazioni: dove ti riconosci?

Ecco come cambia il vantaggio a seconda del reddito del genitore che versa. Trova la fascia più vicina alla tua.

Aliquota 23%

Reddito fino a 28.000 €

Versa 1.000 € l'anno, circa 83 € al mese
Risparmio fiscale annuo230 €
Costo reale del versamento770 €
Risparmio in 18 anni4.140 €
23%
del versamento torna indietro come minori imposte
Aliquota 33%

Reddito da 28 a 50.000 €

Versa 1.200 € l'anno, 100 € al mese
Risparmio fiscale annuo396 €
Costo reale del versamento804 €
Risparmio in 18 anni7.128 €
33%
del versamento torna indietro come minori imposte
Aliquota 43%

Reddito oltre 50.000 €

Versa 2.000 € l'anno, circa 167 € al mese
Risparmio fiscale annuo860 €
Costo reale del versamento1.140 €
Risparmio in 18 anni15.480 €
43%
del versamento torna indietro come minori imposte

Gli importi presuppongono che il genitore abbia sufficiente capienza IRPEF e che i versamenti restino entro il tetto annuo di 5.300 €. Sono esempi illustrativi, non una consulenza personalizzata.

Il Modello ISEE, in breve

L'ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, misura la condizione economica del nucleo familiare e regola l'accesso a molte agevolazioni: bonus, rette scolastiche e universitarie, servizi. Si costruisce da tre elementi:

Un dettaglio rilevante per questa guida: la posizione di previdenza complementare in fase di accumulo è esclusa dal patrimonio mobiliare ISEE, secondo la normativa e le FAQ INPS.7 In pratica, i risparmi che destini al fondo pensione dei figli lavorano per il loro futuro senza appesantire l'ISEE del nucleo, un effetto voluto dal legislatore proprio per incentivare la previdenza integrativa.

Questa guida descrive un beneficio previsto dalla legge, non una scorciatoia. L'ISEE va sempre compilato in modo completo e veritiero. Per la tua situazione specifica il riferimento resta un CAF o un professionista abilitato.

08Quando la famiglia cambia

Genitori separati: chi versa, chi deduce, e perché conviene comunque

La separazione o il divorzio non tolgono nulla alla possibilità di costruire un futuro previdenziale per i figli. Anzi, in una delle situazioni più comuni, quella in cui un genitore ha un reddito e l'altro no, il fondo pensione intestato al figlio diventa uno degli strumenti più efficienti in assoluto. Vediamo perché, con le regole alla mano.

Chi versa i contributi è chi li deduce

La legge è chiara: i contributi versati a favore di un familiare fiscalmente a carico si deducono dal reddito di chi li ha effettivamente versati, per la parte che il familiare stesso non ha potuto dedurre.3 Nel caso di un bambino senza redditi, il figlio non ha nulla da dedurre, quindi la deduzione è interamente del genitore che paga. Il tetto resta quello ordinario: nel 2026 vale 5.300 € e comprende sia i contributi per sé sia quelli per i familiari a carico.2

Il figlio deve essere fiscalmente a carico

È la condizione che apre tutto. Un figlio è fiscalmente a carico se ha un reddito complessivo non superiore a 4.000 € per gli under 24, oppure 2.840,51 € oltre quella soglia.3 Per un minore questo copre di fatto tutta l'infanzia e l'adolescenza.

A chi spetta considerare il figlio a carico, tra genitori separati

Qui entrano le regole di ripartizione fissate dall'Agenzia delle Entrate. In caso di separazione legale o divorzio, in mancanza di accordo il beneficio spetta al 100% al genitore affidatario; nell'affidamento congiunto, senza accordo, è ripartito al 50% tra i due. Con un accordo, i genitori separati possono usare le stesse regole dei coniugi e attribuire il beneficio per intero al genitore con il reddito più alto.9 E c'è un punto decisivo per la situazione che stiamo trattando: quando il genitore affidatario non può beneficiarne per incapienza d'imposta, il vantaggio è attribuito per intero all'altro genitore.9 Il sistema, cioè, è costruito per non sprecare il beneficio su chi non ha imposte da abbattere.

Perché in questo caso il fondo rende ancora di più

Il valore della deduzione dipende dall'aliquota marginale di chi la utilizza. Se un genitore è privo di reddito, la sua aliquota è zero e ogni deduzione andrebbe persa. Concentrare in modo legittimo e trasparente il versamento e la deduzione sul genitore che ha reddito e capienza significa recuperare il massimo beneficio possibile per la famiglia, a parità di somma versata per il figlio.

Un esempio

Il padre ha un reddito imponibile di 45.000 €, quindi aliquota marginale del 33%, ed è capiente. La madre, in questa fase, è senza redditi. Il padre versa 1.500 € l'anno sul fondo pensione del figlio di otto anni, fiscalmente a carico.

495 € di IRPEF risparmiata ogni anno

Il costo reale del versamento scende a 1.005 €. La stessa somma versata dalla madre incapiente non avrebbe prodotto alcun risparmio. Il capitale, intanto, cresce sul fondo intestato al figlio, che ne resta l'unico titolare.

Quattro accortezze pratiche

Il messaggio di fondo è rassicurante: anche quando la famiglia cambia forma, la possibilità di proteggere il futuro dei figli resta intatta, e in questa configurazione lo strumento lavora persino meglio, perché indirizza il beneficio fiscale dove c'è la capacità di sfruttarlo. Per gli aspetti legati alla separazione e all'affidamento è sempre opportuno il confronto con il proprio commercialista o CAF e, dove serve, con un legale.

09Chi non deduce

Chi non può dedurre: forfettari, incapienti e i contributi non dedotti

Fin qui abbiamo visto quanto vale la deduzione. Ma non tutti hanno un vantaggio fiscale immediato, e per una categoria molto diffusa, le partite IVA in regime forfettario, il discorso cambia. La buona notizia è che il fondo pensione resta utile anche per loro, a patto di conoscere una regola che troppi ignorano.

Perché un forfettario di solito non deduce

Il motivo è tecnico. Il regime forfettario non paga l'IRPEF ma un'imposta sostitutiva del 5% o del 15%, e la deduzione della previdenza complementare abbassa l'imponibile IRPEF. Chi ha soltanto reddito forfettario non ha un'IRPEF da cui scontare quei versamenti, quindi versare nel fondo diventa un risparmio puro ma senza vantaggio fiscale immediato.11 Lo stesso vale, in generale, per chiunque sia incapiente, cioè non abbia imposta da pagare.

L'eccezione da conoscere

Se oltre al forfettario hai altri redditi soggetti a IRPEF, per esempio da lavoro dipendente, da pensione o da fabbricati a tassazione ordinaria, la deduzione è possibile da quei redditi, fino a concorrenza dell'IRPEF disponibile.11 Molti forfettari hanno anche un immobile affittato o un secondo reddito: in quei casi una parte del vantaggio si recupera.

Anche senza deduzione, il fondo conviene lo stesso

Rinunciare alla deduzione oggi non significa rinunciare a tutto. Restano tre vantaggi: i rendimenti tassati al 20% invece che al 26%, la tassazione finale agevolata dal 9% al 15%, e soprattutto il fatto che in fase di erogazione il fondo applica la tassazione agevolata sulla parte di contributi non dedotti, evitando la doppia imposizione.10 Quei versamenti, già fatti con denaro non agevolato, non vengono tassati una seconda volta quando escono.

Cosa sono i contributi non dedotti

Sono le somme versate al fondo che non hai potuto o voluto portare in deduzione. Nascono in tre casi: quando superi il tetto annuo di 5.300 €, quando sei incapiente come un forfettario o chi non ha IRPEF, oppure quando semplicemente ometti la deduzione. Per non pagarci le tasse due volte, la legge chiede un adempimento preciso.

La comunicazione al fondo entro il 31 dicembre

È l'adempimento che quasi nessuno conosce e che invece è decisivo. La comunicazione dei contributi non dedotti spetta all'aderente e va effettuata entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello dei versamenti, seguendo la procedura del proprio fondo, per esentare quelle somme al momento della prestazione.10

Attenzione: se la comunicazione non viene fatta entro quella data, si perde il diritto all'esenzione su quella somma al momento del riscatto. Se invece il diritto alla prestazione matura prima, la comunicazione va fatta insieme alla richiesta della prestazione.

Come si fa, in concreto

I gestori mettono a disposizione un modulo apposito nell'area riservata degli iscritti, oppure accettano la comunicazione via PEC o raccomandata, ed è indispensabile conservare copia della ricevuta. L'importo da indicare non comprende la quota riferita al TFR. Dove trovare la cifra esatta: nel Modello 730 gli importi dedotti e non dedotti sono nel Quadro E, mentre nella Certificazione Unica i contributi eccedenti il limite sono nella casella 413.10

La certificazione da richiedere a banca, assicurazione o consulente

Ogni anno il gestore del fondo o del PIP, che sia la tua banca, la tua compagnia assicurativa o il tuo consulente, rilascia una certificazione dei contributi versati. È il documento da cui parti per due cose: compilare correttamente la dichiarazione e quantificare l'eventuale quota non dedotta. Richiedila ogni anno, verifica quanto hai effettivamente versato, individua la parte non dedotta e inviala al fondo con la comunicazione entro la scadenza. Il consulente può accompagnarti in tutto, ma la comunicazione al fondo resta, per legge, un adempimento a carico tuo come aderente.

In sintesi per un forfettario: se il fondo non ti dà lo sconto fiscale oggi, resta comunque un ottimo contenitore per il lungo periodo, grazie alla tassazione ridotta dei rendimenti e a quella agevolata in uscita. La regola d'oro è una: comunica ogni anno i contributi non dedotti, così non pagherai due volte.

10Due redditi in casa

Coppia con due redditi: contribuire in due al fondo dei figli

Ribaltiamo lo scenario del capitolo sui genitori separati. Qui i genitori stanno insieme, hanno entrambi un reddito e vogliono, tutti e due, versare sul fondo pensione del figlio a carico. Come si divide il vantaggio fiscale? La risposta è più semplice di quanto sembri.

La regola: conta chi sostiene la spesa

Un equivoco frequente è pensare che il figlio a carico "al 50%" imponga di dividere tutto a metà. Non è così. La ripartizione della detrazione per figli a carico non governa gli oneri: per le spese sostenute nell'interesse del figlio, tra cui i contributi alla previdenza complementare, la deduzione spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa.12 Per il fondo pensione, in particolare, la deduzione compete al genitore che versa, per la parte non dedotta dal figlio.3 Inoltre ogni genitore ha il proprio tetto di 5.300 € l'anno, che comprende i suoi contributi e quelli per i familiari a carico.2

Come ottimizzare, se l'obiettivo è il massimo vantaggio

Poiché il valore della deduzione dipende dall'aliquota marginale, a parità di somma versata conviene che a dedurre sia il genitore con l'aliquota più alta, se ha capienza e resta nel proprio tetto. Se invece entrambi desiderano partecipare, ciascuno deduce la propria quota alla propria aliquota. Nessuna delle due scelte è sbagliata: dipende se conta di più l'efficienza fiscale o il gesto condiviso.

Un esempio con due scenari

Padre con reddito imponibile di 55.000 €, aliquota marginale 43%. Madre con 30.000 €, aliquota 33%. Vogliono versare 2.000 € l'anno sul fondo del figlio a carico.

Scenario A, versa il padre. Deduce 2.000 € e risparmia 860 € l'anno, il 43%.

Scenario B, 1.000 € ciascuno. Il padre risparmia 430 € al 43%, la madre 330 € al 33%, per un totale di 760 €. Cento euro l'anno in meno rispetto allo scenario A, in cambio del contribuire in due.

Accortezze pratiche

Che decidiate di concentrare il versamento sul genitore con l'aliquota più alta o di contribuire in due, il risultato per il figlio è lo stesso capitale che cresce. Cambia solo quanto ne recuperate voi in tasse: vale la pena fare due conti prima di impostare i versamenti.

11Il confronto

Fondo pensione contro Piano di Accumulo

Fondo pensione e PAC non sono rivali, rispondono a bisogni diversi. Il PAC, costruito su ETF o fondi comuni, è liquido e flessibile: lo apri, versi e disinvesti quando vuoi, ideale per obiettivi che possono arrivare tra cinque o dieci anni. Il fondo pensione è fiscalmente efficiente e disciplinante, ma vincolato, quindi perfetto per un traguardo lontano decenni. Metterli a confronto aiuta a capire quando ciascuno dà il meglio di sé.

Capitale netto stimato nel tempo

Ipotesi illustrative: versamento di 1.200 € l'anno, rendimento lordo 5% annuo, orizzonte 40 anni, genitore con aliquota marginale 33%. Fondo pensione: rendimenti tassati al 20% in accumulo, prestazione tassata al 9% oltre 35 anni, risparmio fiscale annuo reinvestito. PAC: plusvalenze tassate al 26% al realizzo. Valori netti arrotondati, non garantiti, esclusi costi e inflazione.
CaratteristicaFondo pensionePAC, ETF o fondi
Deducibilità dei versamentiSì, fino a 5.300 € l'annoNo
Tassa sui rendimenti in accumulo20%26%
Tassa alla finedal 9% al 15%26% sulle plusvalenze
LiquiditàVincolata, con anticipazioniTotale, sempre
Peso nell'ISEE in accumuloEsclusoIncluso
Ideale perLunghissimo termineObiettivi da 5 a 15 anni

La sintesi: per un obiettivo previdenziale lontano decenni il fondo pensione mette insieme deduzione, tassazione ridotta ed esclusione dall'ISEE che il PAC non offre. Il PAC resta insostituibile dove serve flessibilità e disponibilità immediata. La strategia più solida, spesso, non è scegliere l'uno o l'altro, ma usarli entrambi, ciascuno per il compito che sa svolgere meglio.

12Provalo con i tuoi numeri

Simulatore: e se reinvesti ogni anno il risparmio fiscale?

Il vero segreto del fondo pensione non è solo la deduzione, ma cosa fai di quel risparmio. Molti lasciano che i soldi risparmiati di tasse si perdano nelle spese quotidiane. Chi invece reinveste ogni anno il risparmio fiscale, ad esempio in un piano di accumulo, mette in moto un secondo motore che lavora in parallelo al fondo. Cambia i parametri qui sotto e guarda la differenza tra le due strade.

Totale versato nel periodo
Risparmio fiscale cumulato
Capitale finale se NON reinvesti
Capitale finale se reinvesti ogni anno
Come funziona il calcolo: il fondo pensione capitalizza al rendimento scelto, al netto del 20% sui rendimenti, e la prestazione è tassata all'aliquota che spetta agli anni di adesione, il 9% oltre i 35 anni. Il risparmio fiscale annuo, pari alla tua aliquota per il versamento, viene reinvestito in un piano di accumulo con plusvalenze tassate al 26%. Valori illustrativi, arrotondati, non garantiti, esclusi costi e inflazione.

La lettura è semplice: la parte scura in cima al grafico è il capitale in più che ottieni solo perché hai scelto di non disperdere il risparmio fiscale, ma di rimetterlo a lavorare. È denaro che, senza questa disciplina, semplicemente non esisterebbe.

13Per concludere

Il regalo più grande è iniziare oggi

Bill Ackman ci ha ricordato una verità matematica: il fattore che pesa di più non è quanto investi, ma da quando. In Italia non serve una riforma per applicarla ai tuoi figli, bastano il fondo pensione, un versamento automatico e la pazienza di lasciar lavorare il tempo. Deducibilità oggi, tassazione minima domani, esclusione dall'ISEE, un aiuto concreto per la loro prima casa e una cultura del risparmio che si porteranno dietro per la vita. Pochi gesti, fatti presto, valgono più di grandi sforzi fatti tardi.

Parliamone insieme

Ogni famiglia ha numeri diversi: capienza fiscale, orizzonte, obiettivi. Se vuoi capire come impostare la scelta migliore per i tuoi figli, scrivimi. Ti rispondo io, senza impegno.

§Fonti e riferimenti normativi
  1. Scaglioni e aliquote IRPEF 2026, 23%, 33% e 43%: Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025, art. 1 co. 3, che modifica l'art. 11 TUIR riducendo il secondo scaglione dal 35% al 33%. Agenzia delle Entrate, scheda su aliquote e calcolo dell'IRPEF.
  2. Tetto di deducibilità della previdenza complementare pari a 5.300 € dal 2026, in precedenza 5.164,57 €: Legge di Bilancio 2026; art. 8 D.Lgs. 252/2005.
  3. Deduzione per familiari fiscalmente a carico, ordine di priorità e soglie figli a carico, 4.000 € per gli under 24 e 2.840,51 €: art. 8 co. 5 D.Lgs. 252/2005 e art. 12 TUIR; istruzioni Modello 730 e Redditi PF.
  4. Tassazione della prestazione dal 15% al 9%, meno 0,30% per ogni anno oltre il 15°, minimo 9% dopo 35 anni, con rilievo della data di prima adesione: art. 11 co. 6 D.Lgs. 252/2005.
  5. Tassazione agevolata dei rendimenti in fase di accumulo, 20% e 12,5% su titoli di Stato: D.Lgs. 252/2005.
  6. Anticipazioni, prima casa dopo 8 anni fino al 75%, spese sanitarie in ogni momento fino al 75%, altre esigenze dopo 8 anni fino al 30%: art. 11 D.Lgs. 252/2005.
  7. Esclusione della previdenza complementare in accumulo dal patrimonio mobiliare ISEE: DPCM 159/2013 e FAQ INPS sull'ISEE.
  8. Proposta di Bill Ackman: intervento su DealBook, The New York Times, dicembre 2020, e successive dichiarazioni pubbliche del 2023; contesto legislativo 2026, Invest America Act e Trump Accounts, da fonti di stampa economica.
  9. Ripartizione e attribuzione del figlio a carico tra genitori separati o divorziati, con spostamento del beneficio all'altro genitore in caso di incapienza dell'affidatario: art. 12 TUIR; Agenzia delle Entrate, circolare 15/E del 16 marzo 2007, par. 1.4.5; Corte di Cassazione, ordinanza n. 15224/2025.
  10. Comunicazione al fondo dei contributi non dedotti entro il 31 dicembre dell'anno successivo, per l'esenzione della relativa quota al momento della prestazione: art. 8 co. 4 e art. 11 co. 6 D.Lgs. 252/2005; istruzioni Modello 730, Quadro E, e Certificazione Unica, casella 413.
  11. Regime forfettario e previdenza complementare: il reddito forfettario sconta un'imposta sostitutiva del 5% o 15% e non l'IRPEF, quindi i contributi volontari al fondo pensione non sono deducibili, salvo la presenza di altri redditi IRPEF entro la loro concorrenza. Legge 190/2014, art. 1 commi 54 e seguenti; art. 10 TUIR; prassi Agenzia delle Entrate.
  12. Ripartizione tra i genitori degli oneri sostenuti per i figli a carico: indipendente dalla ripartizione della detrazione per figli a carico; l'onere spetta a chi lo sostiene e, per la previdenza complementare, la deduzione compete per la parte non dedotta dal figlio. Agenzia delle Entrate, circolari 11/E e 19/E; istruzioni Modello 730 e Redditi PF.

Contenuto a scopo informativo, non costituisce consulenza finanziaria. Dati e riferimenti aggiornati al 2026; la normativa può subire modifiche. I valori indicati nei grafici e nel simulatore sono ipotesi illustrative, non garantiscono rendimenti futuri e non tengono conto di costi, inflazione e della specifica situazione individuale. Per decisioni concrete rivolgersi a un professionista abilitato.